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tarquinia

Narra il mito che non lontano dal fiume Marta, in un luogo dove ancora restano i segni del più grande tempio etrusco che la storia ci abbia lasciato, accadde un evento fatale: da un solco appena aperto dall’aratro, balzò fuori un essere divino, fanciullo nell’aspetto e vecchio nella saggezza. Tale creatura rivelò agli etruschi la disciplina della loro religione. Tarchon, al quale il fanciullo che si chiamava Tagete era apparso, fondò nel luogo del prodigio una città sacra, alla quale dette il nome Tarchna, cioè Tarquinia. Col tempo Tarquinia diventò così grande che per estensione e numero dei cittadini fu eguagliata solo ad Atene. Era una città vivace , colorata e pervasa dalla ricchezza e dalla cultura. Un riflesso di questo splendore è, come per miracolo, ancora a tratti visibile nelle pitture murarie della sua necropoli, scavata nel macco dorato e ancora immersa nel colore.

Tarquinia, centro dell’Etruria Meridionale e Capitale Etrusca. Gli etruschi erano un popolo autoctono che, organizzato in gruppi di dodici città, dall’VII sec si stabilì nell’Italia centrale. La Necropoli che si estende per circa 750 ettari, a circa 3 km dal centro abitato, è una delle più importanti tra quelle conosciute, ricca di tombe a camera scavate nel tufo con innumerevoli decorazioni pittoriche, le cui scene si riferiscono alla vita oltre la morte. Le tombe visitabili sono: la Tomba del Cacciatore, dei Giocolieri , della Pulcella, della Fustigazione, delle Leonesse, dei Gorgoneion, dei Caronti , dei Leopardi e moltissime altre. La Civita dista poco meno di 7 km da Tarquinia. L’antico centro conserva le imponenti vestigia della metropoli etrusca con i resti del grande tempio. E’ qui che è stato rinvenuto nel 1938 il prezioso gruppo fittile dei “Cavalli Alati”, che decorava ilo frontone del tempio dell’Ara della Regina. Oggi simbolo della città è custodito in Palazzo Vitelleschi. Li si possono ammirare lapidi etrusche e romane, sarcofagi e reperti. La città è famosa in tutto il mondo non solo per la necropoli ma anche come città medioevale. Con il suo centro storico fatto da viuzze e botteghe tipiche, da fontane e palazzi storici, la città vanta anche la vicinanza al litorale laziale. Poco distante dal litorale si trova una vasta area di 90 ettari, le Saline, una riserva naturale dove poter osservare il ripopolamento di alcune specie animali protette o effettuare alcuni particolari laboratori.

A Tarquinia organizziamo numerose attività. Escursioni guidate; trekking; tour a cavallo;degustazioni e tour in mountain-bike.

vulci

L’affascinante Parco Naturalistico- Archeologico di Vulci è una testimonianza storica della presenza sul territorio degli antichi Etruschi. Immerse in paesaggi naturalistici ed inaspettati, ecco svelate le suggestive vestigia dell’antica città. Le sue mura di cinta, le strade basolate, gli edifici religiosi e privati, la magnifica sepoltura della Tomba Francois testimoniano la potenza di una delle più importanti e popolose città dell’Etruria Meridionale ai tempi della Roma dei primi sette re. La Tomba Francois, che deve il suo nome all’archeologo Alessandro Francois che la scoprì nel Luglio del 1857, è celebre in tutto il mondo per lo straordinario ciclo di affreschi che ne ornava le pareti. Nelle immagini tratte dal mito Greco gli affreschi, che risalgono al IV sec. A.C. ritraggono personaggi etruschi illustri come Mastarna, che diverrà sesto re di Roma con il nome di Servio Tullio. La tomba apparteneva alla famiglia de VelSaties (il personaggio ritratto nella parete dell’ipogeo).

L’ultima grande vestigia medievale degli abitanti di Vulci è un castello che si erge isolato nella campagna, a guardia di un ardito ponte etrusco-romano, unico passaggio rimasto per attraversare il Fiume Fiora alla fine del grande impero di Roma. Questo castello, detto della Badia, è oggi sede del Museo Nazionale Etrusco.

L’ “Area delle tradizioni” è uno spazio destinato ad eventi caratteristici e spettacolari della cultura maremmana. In questa area uomini, mandrie di vacche maremmane e cavalli si cimentano in emozionanti esibizioni che rievocano l’arduo ed antico lavoro dei butteri.

Il Parco è una affascinante integrazione tra un incontaminato paesaggio maremmano ed imponenti resti archeologici di quello che fu uno dei più importanti centri dell’Etruria antica. Il viaggiatore entrerà in un mondo che stupì i grandi viaggiatori dell’ottocento, ripercorrendo ambienti naturali nella loro integrità. La singolarità del parco consiste nel presentare un panorama completo: città etrusca e romana, necropoli, agro pressoché incontaminato, museo dei reperti vulcenti nel Castello della Badia uno dei monumenti che più affascinano il pubblico. Nel parco si vivrà da protagonisti una esperienza unica per contenuti culturali e naturalistici.

Abbiamo realizzato varie attività all’interno del suggestivo e vasto territorio del Parco, come le escursioni di intera o mezza giornata; archeo-trekking; tubing; tiro con l’arco; attività equestri .

All’interno del Parco troverete un punto di ristoro dove poter degustare ottime specialità culinarie maremmane e contadine.

etruschi

David H. Lawrence scriveva nel suo diario di viaggio in Etruria: “La civiltà etrusca ci appare come un germoglio, forse l’ultimo, del mondo mediterraneo preistorico”.

Un’alone di mistero che si effonde ancora dalla terra abitata dagli etruschi, dove la bellezza e il benessere non erano elementi esteriori ma parte della vita stessa di quegli uomini. In età arcaica l’intera area di Pescia Romana era animata dal popolo etrusco sia per la fertilità della terra sia per la felice collocazione: vicinanza con il mare e con le principali vie di comunicazione. Un grande emporio, un bacino di materie prime per la Città-Stato, Vulci.
Vulci. Tra le dodecapolis etrusche una delle più animate e ricche. La sua importanza deriva principalmente da fattori storico politici e dalla notevole produzione artigianale: ceramica, bucchero, bronzi, terracotta, sculture in pietra. Dalle sue necropoli proviene una grande quantità di ceramica greca dipinta che si trova anche nei più importanti musei etruschi europei. Con la vicina Tarquinia si dividono i principali meriti di aver educato i primitivi pastori della Roma arcaica al culto divinatorio, alle arti, al bello. Secondo le recenti ricostruzioni storiche e l’analisi del ciclo pittorico della Tomba François, infatti, il personaggio Mastarna non sarebbe altro che Servio Tullio, sesto re di Roma.
La grandezza di questo popolo, la sua anima profonda ha suggestionato molti uomini. Nel confronto con la magnificenza della Roma imperiale, con l’armonico splendore della Grecia attica, con il culto divino dei grandi Re orientali il mondo etrusco è destinato a lasciare il passo. Ma nel segreto legame con la vita, nella forza incalcolabile del germoglio di questo misterioso popolo mediterraneo si trova un fascino indiscutibile che rivive ogni anno al risvegliarsi della terra.

La verde Maremma!
Un deserto di bellezza colmo di sole – anche se un velo Sopra si distende di malinconica tristezza; Orma d'uomo non calpesta il regno della solitudine Il deserto in fiore risplende invano. (Felicia Hemans)

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